Intervista a Lorenzo Marinone, Delegato del Sindaco alle politiche giovanili.
Politiche giovanili e inclusione lavorativa: alcune strategie per garantire pari opportunità e accesso al mercato del lavoro.
Oggi i giovani si trovano ad affrontare un mondo del lavoro molto diverso rispetto a quello di 20-30 anni fa. Quali sono, secondo lei, i principali ostacoli che rendono l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro più complesso rispetto al passato?
“Sì, è vero, oggi entrare nel mondo del lavoro è molto più difficile rispetto a qualche decennio fa. Una volta, era più comune trovare un lavoro stabile subito dopo gli studi e mantenerlo per gran parte della propria vita lavorativa. Oggi, invece, il mercato del lavoro è molto più competitivo e le aziende richiedono competenze sempre più specifiche e aggiornate. Questo porta a percorsi lavorativi più incerti, caratterizzati da contratti a termine, stage e periodi di inattività.
Per i giovani che si trovano in condizioni di vulnerabilità economica o sociale, le difficoltà sono ancora maggiori. La forte concorrenza li costringe spesso ad accettare condizioni lavorative svantaggiose, con salari bassi e scarse tutele. Il potere contrattuale è spesso sbilanciato a favore dei datori di lavoro, lasciando i giovani in una posizione di debolezza, soprattutto nei settori meno regolamentati.
Quali soluzioni propone per contrastare questa precarietà lavorativa?
“Una delle soluzioni più efficaci, secondo me, è l’introduzione del salario minimo. È una misura che sostengo con convinzione e che attualmente è in discussione in Parlamento. Il salario minimo è essenziale per garantire una retribuzione equa, evitando che i lavoratori vengano sottopagati e favorendo una maggiore stabilità economica e sociale. Inoltre, rappresenta un passo fondamentale per tutelare le nuove generazioni, offrendo loro condizioni più dignitose e sostenibili nel mercato del lavoro.
A livello europeo, sarebbe altrettanto cruciale armonizzare le politiche fiscali e salariali tra gli Stati membri. Le attuali disparità tra i vari Paesi dell’UE spingono molti giovani a trasferirsi all’estero in cerca di opportunità migliori, impoverendo così il mercato del lavoro nazionale e acuendo il divario economico tra le diverse nazioni. Un maggiore coordinamento in questo ambito contribuirebbe a creare un mercato del lavoro più equilibrato e inclusivo, evitando squilibri che penalizzano sia i lavoratori che l’economia dei singoli Paesi”.
Quali politiche e interventi specifici ha implementato il Comune di Roma per favorire l’inclusione lavorativa delle categorie più vulnerabili?
“Il Comune di Roma ha avviato diverse iniziative per favorire l’inclusione lavorativa delle categorie più vulnerabili, puntando su politiche di supporto all’occupazione e alla formazione. L’obiettivo principale è naturalmente quello di creare un sistema più accessibile e inclusivo, in grado di rispondere alle esigenze di chi si trova in condizioni di fragilità.
Tra le strategie adottate vi è la promozione del dialogo tra le istituzioni, le imprese e il mondo giovanile, affinché possano nascere opportunità concrete di inserimento lavorativo. Vengono inoltre incentivati progetti che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, favorendo una maggiore partecipazione delle fasce più deboli della popolazione al mercato del lavoro.
Questi interventi mirano a garantire un accesso equo all’occupazione, ridurre le disuguaglianze e rafforzare il legame tra formazione, sviluppo professionale e inclusione sociale, contribuendo così a una maggiore stabilità lavorativa per tutti”.
Parliamo di disturbi mentali, una problematica che oggi rappresenta una crescente causa di vulnerabilità tra le nuove generazioni, che spesso si sentono disorientate e prive di punti di riferimento. Quali sono le principali sfide da affrontare per garantire un’inclusione lavorativa efficace a questi giovani?
“L’inserimento nel mondo del lavoro rappresenta una sfida sempre più complessa per le nuove generazioni, soprattutto per quei giovani che affrontano difficoltà di natura psicologica e sociale, come la depressione, l’ansia o forme di isolamento sociale. Le difficoltà legate alla ricerca di opportunità di impiego valide possono amplificare il senso di incertezza e smarrimento, con conseguenze dirette sul benessere mentale di questi ragazzi.
Il progetto “A Mente Libera” nasce proprio con l’obiettivo di favorire l’inclusione, anche quella lavorativa, a giovani in situazioni di fragilità, offrendo loro supporto psicologico e orientamento professionale. Un elemento distintivo del progetto è la scelta di ambienti accessibili e familiari, come biblioteche, centri di aggregazione giovanile e strutture sportive, invece delle tradizionali strutture sanitarie. Questo approccio mira a ridurre il senso di stigmatizzazione e a creare spazi più accoglienti, dove i ragazzi possano sentirsi a proprio agio nel ricevere aiuto e costruire anche il proprio futuro professionale con maggiore serenità.
Una delle caratteristiche principali del progetto riguarda l’attivazione di sportelli di supporto psicologico e di consulenza per il lavoro, che forniscono assistenza gratuita e personalizzata. Grazie all’accompagnamento di professionisti esperti, i giovani vengono aiutati a gestire ansie e difficoltà, sviluppare competenze trasversali e individuare percorsi formativi e lavorativi adatti alle proprie esigenze e potenzialità.
Guardando al futuro, è fondamentale potenziare interventi simili, creando reti di supporto che connettano salute mentale, formazione e accesso al lavoro, per garantire a ogni giovane, indipendentemente dalle proprie fragilità, reali opportunità di crescita e autonomia”.


