Intervista a Laura Massoli, Direttore Generale Ufficio per il Servizio Civile Universale
Mettersi alla prova, conoscere il proprio valore e restituire qualcosa alla comunità. Il Servizio Civile Universale è un percorso che lascia il segno nella vita di chi lo svolge e in quella della società.
Direttrice, può spiegarci perché il Servizio Civile Universale è così importante per la società?
“Il Servizio Civile Universale è un’esperienza unica per i giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti, disponibile sia in Italia che all’estero. Questa opportunità, una scelta volontaria del ragazzo, consente di dedicare fino a un anno della propria vita ad attività di utilità sociale in svariati settori, come l’assistenza sociale, la tutela del patrimonio culturale, la protezione ambientale e civile, l’agricoltura sociale e molti altri.
Ciò che rende unica questa esperienza è la combinazione di formazione sul campo e acquisizione di competenze, sia trasversali (soft skills) che tecniche. Oltre a questo, i partecipanti ricevono un assegno mensile di 507 euro, una copertura assicurativa e, dal 2023, nei concorsi pubblici una riserva del 15% dei posti per chi ha svolto il servizio senza demerito.”
Oggi molti giovani faticano a entrare nel mondo del lavoro. Il Servizio Civile Universale può essere una spinta alla partecipazione attiva nella vita economica e sociale?
“Assolutamente sì. I dati confermano la validità di questa prospettiva. Sebbene il Servizio Civile Universale non sia una politica attiva del lavoro, essendo nato dall’obiezione di coscienza come forma di difesa non armata e volontaria della patria, il suo valore risiede nella capacità di promuovere cittadinanza attiva, impegno civico e partecipazione. Questi elementi, riconosciuti anche a livello europeo come fattori che favoriscono l’occupabilità, hanno motivato l’investimento nel Servizio Civile Universale come leva indiretta per l’inserimento lavorativo. A tal proposito, il Servizio Civile Universale è stato finanziato dal PNRR per il ciclo 2021-2024 con 650 milioni di euro nell’ambito della Missione 5 (Inclusione). Nel 2024, il Dipartimento ha condotto un’analisi su tutti i giovani operatori volontari che avevano svolto il Servizio Civile Universale nel primo ciclo del PNRR, che avevano quindi iniziato i progetti nel 2022 e li avevano conclusi tra maggio e settembre del 2023. Più di 4.000 giovani hanno partecipato alla rilevazione, confermando l’importanza del Servizio Civile Universale sia sotto il profilo dell’impegno civico e della solidarietà, sia per lo sviluppo di competenze. Parlando di numeri, oltre il 35% ha affermato che l’esperienza ha contribuito a una maggiore consapevolezza del ruolo dei cittadini e al miglioramento delle condizioni di vita della comunità. Dal punto di vista delle competenze, il 68% ha ritenuto il Servizio Civile Universale utile per sviluppare le cosiddette competenze trasversali (soft skills), mentre il 28% ha dichiarato che l’esperienza è stata funzionale anche per trovare un’occupazione. Un altro aspetto rilevante dell’analisi, ha riguardato l’introduzione della riserva nei concorsi pubblici, prevista dalla legge 74 del 2023. Quando questa norma è entrata in vigore, nel luglio 2023, i ragazzi del primo ciclo PNRR stavano terminando il loro servizio. A un anno dalla sua emanazione, il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver già usufruito di questa opportunità per partecipare a concorsi pubblici, mentre oltre il 60-65% ha affermato di essere a conoscenza di questa iniziativa. Il merito di questa diffusione va riconosciuto all’intero sistema e senza dubbio anche al governo, che non solo ha introdotto la norma, ma ne ha garantito l’attuazione attraverso le amministrazioni responsabili dei concorsi pubblici.”
Quali sono i programmi del Servizio Civile Universale rivolti all’inclusione dei soggetti vulnerabili nel tessuto sociale ed economico?
“L’inclusione dei soggetti vulnerabili è uno degli obiettivi principali del Servizio Civile Universale e si sviluppa su piùi livelli. Da un lato, si interviene attraverso attività di assistenza rivolte alle cosiddette “categorie fragili”, come minori, anziani, adulti in difficoltà e minori non accompagnati. Dall’altro, con la riforma del 2017, il Servizio Civile Universale è stato reso più inclusivo, e ha introdotto misure dedicate ai giovani con minori opportunità, ovvero persone in difficoltà economica, sociale o con disabilità.”
Laura Massoli
Direttore dell’Ufficio Servizio Civile Universale presso il Dipartimento politiche giovanili e servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dirigente pubblico dal 2008 nei ruoli della PCM, ha ricoperto diversi incarichi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, occupandosi di programmazione europea, capacity building e modernizzazione della PA. Da febbraio 2020 a febbraio 2022 è stata Direttore del Dipartimento Progetti di Sviluppo e Finanziamenti Europei (poi Dipartimento PNRR e Pianificazione strategica) di Roma Capitale. È stata Presidente dell’OIV dell’ASI (2015-18), dell’INGV (2019) ed è attualmente Presidente dell’OIV dell’ENEA e dell’INAIL. In precedenza è stata Funzionario nei ruoli dell’AGCom (2007-08), dell’ENEA (2000-07) e ha collaborato con numerose istituzioni nazionali (MEF, SNA) e internazionali (IBM, European Schoolnet, Commissione Europea). È dottore di ricerca in Relazioni Pubbliche,, ha un Master in Management e Politiche Pubbliche (2014) della School of Government-LUISS e un Master in Comunicazione e nuovi Media dell’Università Sapienza di Roma (2002). Svolge docenze suitemi della programmazione UE, del miglioramento della capacità amministrativa e della gestione della qualità dei servizi e ha pubblicato numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali su questi stessi temi.


