LAVORO E DISABILITÀ AL CENTRO DELLE RIFORME 

Intervento di Gianfranco de Robertis, Esperto della Segreteria tecnica per le politiche in favore delle persone con disabilità del Ministro per le disabilità

 

Un tempo l’inclusione si traduceva soprattutto in quote e incentivi, oggi il focus è su interventi concreti, come adattamenti personalizzati e il ruolo del responsabile per l’inserimento, per rendere l’integrazione davvero efficace.

Uno degli obiettivi che il Ministro Locatelli sta perseguendo nelle politiche in favore delle persone con disabilità è quello di garantire loro delle vere opportunità tramite percorsi di inclusione lavorativa nella consapevolezza che proprio l’attività lavorativa è uno dei modi più efficaci per promuovere la dignità e la partecipazione sociale delle persone con disabilità.
Sull’argomento, in passato vi sono stati interventi legislativi e di governo, più che altro volti ad individuare quote di posti per chi aveva meno opportunità sul mercato del lavoro o a garantire contributi per le assunzioni effettuate (legge n. 68 del 1999). 

Nel recente passato si è iniziato a valorizzare l’importanza dei supporti necessari a garantire l’inclusione lavorativa, sostenendo anche economicamente il datore di lavoro nell’attivazione di accomodamenti ragionevoli. Questi ultimi, includono non solo l’adattamento delle dotazioni strumentali e degli ambienti di lavoro, ma, ancor più significativamente, la riorganizzazione dell’assetto aziendale o dell’ufficio e l’introduzione della figura del responsabile per l’inserimento lavorativo. 

Il Ministro per le Disabilità è intervenuto per rafforzare specificamente la fase di accompagnamento nell’inserimento della persona con disabilità all’interno del contesto lavorativo. Nella consapevolezza che occorre un lavoro preparatorio e di progressivo avvicinamento, creando opportunità personalizzate finalizzate allo sviluppo delle capacità adattive della persona.   

In tal senso, vanno letti alcuni interventi di promozione di “accompagnamento” qualificato: 

1)     la previsione (con l’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48) di un contributo in favore delle agenzie di mediazione al lavoro o degli enti del terzo settore autorizzati a tale mediazione per ciascun lavoratore con disabilità, facente parte di un nucleo familiare percettore di assegno di inclusione, assunto a seguito della loro attività di mediazione, ed accompagnato per la prima parte (anche di due anni)  del percorso all’interno del contesto lavorativo, secondo quanto previamente indicato nel patto di servizio personalizzato;

2)     la previsione di un responsabile del processo di inserimento lavorativo delle persone con disabilità per le pubbliche amministrazioni anche con meno di 200 dipendenti (eliminando il limite minimo di dipendenti presente nell’articolo 39-ter del D.lgs. n. 165/2001, prima della novella del decreto legislativo n. 222 del 2023);

3)     la previsione che la scelta del responsabile del processo di inserimento lavorativo nelle pubbliche amministrazioni ricada “prioritariamente tra coloro i quali abbiano esperienza sui temi dell’inclusione sociale e dell’accessibilità delle persone con disabilità anche comprovata da specifica formazione.”

 

La riforma in materia di disabilità avutasi con il D.lgs. n. 62/2024 merita una menzione specifica. 

Detta riforma ha previsto la modifica degli accertamenti dell’invalidità civile, della condizione di disabilità ai sensi della legge n. 104/92 e della condizione di disabilità ai fini lavorativi ai sensi della legge n. 68/99, riunificandoli in un unico procedimento definito “valutazione di base”, rendendoli più consoni alla nuova concezione di disabilità intesa come interazione negativa tra una persona con compromissioni durature, ed un contesto (anche quello lavorativo) che presenti ostacoli al libero svolgimento delle attività e della partecipazione da parte della persona.

Un tale accertamento può fornire un patrimonio informativo che non indichi solo le limitazioni della persona, ma anche i sostegni necessari a garantire inclusione anche in ambito lavorativo.

Il d.lgs. n. 62/2024 ha introdotto, per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico, una compiuta disciplina per l’attivazione degli accomodamenti ragionevoli, stabilendo come individuarli attraverso un percorso partecipativo con la persona disabile e prevedendo altresì i vari rimedi esperibili in caso di rifiuto di adozione di accomodamento ragionevole. Un quadro normativo di carattere generale che risulta utile anche nell’ambito lavorativo

 

 

 

Gianfranco De Robertis
Consulente Legale di Anffas Onlus per le politiche scolastiche, sociali e socio-sanitarie in tema di disabilità e referente giuridico di Anffas per vari progetti nazionali ed internazionali in favore delle persone con disabilità e le loro famiglie. Partecipante per Anffas all’Osservatorio Nazionale sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità del MIUR e già membro nei Gruppi di lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità 2014- 2016 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Svolge attività didattica come docente in corsi di formazione e di aggiornamento accreditati Miur e per professionisti legali, sociali e sanitari sulle tematiche inerenti l’inclusione e la protezione giuridica delle persone con disabilità.